
Banca gestita in maniera occulta. 39 persone coinvolte.
La Procura di Bergamo ha chiuso le indagini sulla gestione occulta e sulle nomine in Ubi Banca. Tra i reati contestati troviamo: ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; illecita influenza sull’assemblea in relazione alla capogruppo Ubi Banca; truffa. Sono 39 le persone coinvolte in questa maxi indagine. Questa, in sintesi, la storia che stiamo per raccontarvi.
Una banca al comando
Grazie a un patto tra le associazioni Ablp e amici di Ubi Banca, poche erano le persone in grado di decidere l’alternanza degli organi di governo della banca. Ancora meno quelle col potere di dirigere, con i loro voti, l’assemblea dei soci. Per di più, nessuno ha comunicato alle Autorità di vigilanza, Consob e Banca d’Italia, il patto parasociale e i metodi con i quali venivano decise le nomine. In questa maniera, si faceva intendere che fossero garantiti i principi di “pariteticità e alternatività”. Invece erano queste associazioni esterne alla banca a decidere i vertici a capo dell’azienda. Le associazioni hanno inoltre preso decisioni anche sulle maggiori questioni aziendali, al di fuori degli organi di governo societario e dei relativi comitati.
Tirando le somme, possiamo affermare che la banca era in mano a un gruppo ristretto di persone. Coinvolti nella raccolta deleghe, anche la Compagnia delle Opere, la Sodali spa e il consorzio Fidi imprese artigiane di Bergamo.
I reati a carico di Ubi Banca
Gli indagati che rischiano il rinvio a giudizio sono 39: 28, tra amministratori e dirigenti pro-tempore dell’istituto, e 11 persone esterne al gruppo bancario. I reati contestati sono: ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza; illecita influenza sull’assemblea in relazione alla capogruppo Ubi Banca; truffa; inosservanza delle obbligazioni da parte di esponenti bancari; conflitto d’interesse e illeciti tributari (per quanto riguarda le vicende della controllata Ubi leasing).
Inoltre, gli illeciti riguardano anche rapporti di “favore” verso clienti specifici della banca, a danno degli altri correntisti. Praticamente l’intera banca era gestita in maniera illegale. Fortunatamente, le indagini hanno dimostrato i reati commessi dalle persone coinvolte, che sono state condannate.
L’illegalità va punita
Ancora una volta si assiste a una serie di atteggiamenti scorretti e illegali da parte di una banca. La quale non si fa scrupoli a pilotare le assemblee dei soci e a truffare i propri clienti. Ma lottando si vince. E per combattere queste ingiustizie è sempre necessario affidarsi agli esperti in materia, che grazie alle loro precedenti vittorie sono stati in grado di garantire il rimborso ai propri clienti. Ricordatevi sempre di mettervi in mani sicure.

