Intesa San Paolo condannata per illecito bancario

Alla sbarra questa volta è finita Intesa San Paolo, che fra i 2009 e il 2012, ha applicato ad una serie di clienti la commissione di scoperto di conto. A prendere la decisione la Corte d’Appello del Tribunale di Torino, che si è pronunciata in merito ad una denuncia mossa attraverso una class action da diversi correntisti.

Secondo quanto ricostruito in sede dibattimentale la commissione di scoperto di conto si aggiungeva agli interessi passivi su quei conti non affidati che erano in rosso. Un’implacabile applicazione che coinvolgeva anche i conti di chi rimaneva in debito verso la banca anche solo per pochi giorni. La commissione ammontava a due euro giornalieri per ogni mille euro di debito.

La sentenza e… il cavillo.

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Il Tribunale di Torino

La sentenza del giudice torinese ha dato quindi torto pieno a Banca Intesa, anche perchè ha ritenuto questo tipo di commissione equivalente a quella di massimo scoperto dichiarata fuorilegge nel 2009 dall’allora governatore Mario Draghi.

Il pronunciamento delle toghe piemontesi è molto importante e rappresenta un precedente di cui la giurisprudenza futura non potrà non tenere conto.

La banca però salva la maggior parte dei soldi che deve restituire. Ad aiutarla un cavillo giuridico: 104 dei 110 correntisti che hanno intrapreso la class action non hanno autenticato la propria firma di adesione alla stessa presso un notaio. Questo perché si sarebbero trovati a pagare un atto notarile più costoso del rimborso al quale avevano diritto. Solo 6 clienti, quindi, verranno risarciti da Intesa San Paolo. Si tratta di un brutto colpo all’istituzione della class action, che viene in qualche modo disarmata.

L’unica strada che rimane a questi correntisti è il ricorso all’Arbitro bancario e finanziario.

Rivolgersi a professionisti

Come al solito “trovata la legge trovato l’inganno”. Le pur meritevoli intenzioni della class action si sono rivelate inutili davanti ad un costo troppo oneroso delle spese notarili che vanificano la misura del rimborso.

Per vincere contro le banche e avere la giusta soddisfazione è quindi molto meglio affidarsi ad avvocati preparati e vincenti, in grado di condurre i risparmiatori ad una reale vittoria.

 

 

 

 


Fonte: Il Fatto Qutotidiano