Fideuram condannata per aver spinto i bond greci
Arriva dal Tribunale di Prato la prima condanna ad un banca relativa alla promozione degli investimenti nei bond greci. Avevamo già dato notizie di condanne per i bond argentini, per quelli della Cirio e della Parmalat, ma quella relativa al crack della Grecia è la prima nel suo genere. Una sentenza che costituisce un primo importante precedente e che può servire da apripista per la richiesta di restituzione del proprio capitale ad altri sventurati investitori.
La vicenda
Un abitante di Vaiano, in provincia di Prato, aveva investito nel marzo del 2010 nei bond greci, affidandosi alla Banca Fideuram. La fine economica della Grecia, benché non se ne parli più molto negli ultimi tempi, è nota a tutti.
Il default ellenico ha quindi azzerato gli investimenti dell’uomo. A muovere causa alla banca sono stati dunque gli eredi, la moglie e i figli.
La sentenza
“Non risulta che la banca – si legge nella sentenza – abbia informato il cliente, successivamente alla sottoscrizione dell’ordine d’acquisto, del declassamento del debito pubblico greco, noto agli operatori del settore sin dal mese di aprile 2010 e fonte di un tale allarme nei mercati finanziari, da indurre il fondo monetario internazionale ad approvare un prestito di salvataggio per la Grecia da 110 miliardi di euro, subordinato alla realizzazione di severe misure di austerità: prestito che in realtà, si è appreso in seguito, nascondeva un parziale e già avvenuto default dello stato greco, non più in grado di vendere agli investitori a condizioni di mercato i propri titoli”.
Per il giudice del Tribunale di Prato, dunque, Fideuram non avrebbe adempiuto nei propri doveri di un’informazione corretta dell’investitore nella fase antecedente al contratto, mantenendo questo comportamento scorretto fino alla firma del documento.
Non solo, sempre dalla sentenza emerge che Fideuram non si preoccupò nemmeno di avvisare il proprio cliente del default ellenico e, quindi, della perdita realizzata nell’investimento dei bond greci.
La condanna nei confronti della banca è stata dunque quella della restituzione agli eredi dell’investitore di 27.587 euro.
Tutelare i propri interessi
Davanti a casi come quello dell’Argentina e della Grecia, i segnali di scricchiolio delle due economie erano ben evidenti agli operatori del settore. Eppure c’è chi, nonostante i rischi annessi, ha suggerito ad ignari cittadini di investire comunque.
Bene hanno fatto a ricorrere al Tribunale di Prato gli eredi dello sventurato investitore. Ma per tutelarsi e aver ragione di una banca non basta la denuncia. Diventa indispensabile affidarsi a chi è esperto nel settore, a chi le banche le ha già battute per poterle vincere ancora.
Fonte: Il Tirreno

